Intervista alla storica voce italiana della WWE/World Wrestling Entertainment. Solo che qui, invece che di mosse letali, ci ha parlato dei segreti dei suoi tattoo

Ciao Luca, partiamo da un certo anniversario. Con il fedele Michele Posa, nel 2020, hai festeggiato i primi venti anni di partnership televisiva e a livello di telecronache…
In primis un saluto a tutti voi! Beh, senz’ombra di dubbio avere festeggiato vent’anni esatti come telecronista della WWE è stato un traguardo fantastico. Quando tutto è cominciato, nel settembre del 2000, mai e poi mai avrei pensato di poter arrivare fino a qui.

Luca Godzilla Franchini
Luca Godzilla Franchini

La tua “relazione” con i tatuaggi, invece, quando inizia ufficialmente?
Quella è arrivata, più o meno, nello stesso periodo in cui ho dato il via alla mia carriera di telecronista. In pratica avevo già 35 anni e non ero più un ragazzino.

La consapevolezza nel tatuarsi è, a mio avviso, di fondamentale importanza.

Mi spiego: se inizi a “marchiarti” quando sei molto giovane, beh, un giorno potresti arrivare addirittura a pentirti d’averlo fatto! Invece, dell’inchiostro che decidi di metterti su pelle quando hai “l’età giusta”, di sicuro non te ne pentirai mai. Ed è esattamente quello che è accaduto a me.

Luca Godzilla Franchini
Luca Godzilla Franchini

Ti sei mai sentito giudicato, all’epoca, da questa tua scelta?
Forse sì. Anche perché, è inutile far finta che il problema non esista. Se è per questo anche nell’anno domini 2020 c’è ancora parecchia gente a cui i tatuaggi danno fastidio; e addirittura determinati datori di lavoro non ti concedono l’impiego se ne hai di ben visibili.

Quindi, un po’ come succede con diversi piaceri della vita, anche questo va fatto in maniera assolutamente consapevole.

Effettivamente quel lampo che ti sei tatuato sopra l’occhio destro fa di te l’unico giornalista sportivo italiano con tatuaggi davvero visibili sul corpo. E tutto ciò all’interno di una categoria solitamente molto conformista nel look…
Già. Il lampo sulla fronte, comunque, è un omaggio alla squadra dei Los Angeles Chargers della NFL (precedentemente, dal 1961 al 2016, denominati San Diego Chargers. Ndr). Sai, ho giocato a football da ragazzo, dal 1983 al 1985, e da allora mi è sempre rimasta la passione per questo straordinario sport di contatto. Un giorno del 2014 Fabrizio Penengo (IG: @fabritattoomilano) del “Colors Tattoo Milano” mi ha convinto a fare questo lampo e io ho accettato di buon grado. Devo dire che, pure in questo caso, non mi sono mai pentito d’averlo fatto. A proposito, lo vuoi sentire un aneddoto?

Luca Godzilla Franchini
Luca Godzilla Franchini

Ovviamente sì!
Quando mi è capitato di dover andare negli Stati Uniti per gli show WWE di “WrestleMania” nel 2015, 2016 e 2018, i producer americani me l’hanno sempre fatto coprire al trucco prima di andare in onda! Perché, secondo loro, il tatuaggio sulla fronte era “too much”, troppo estremo, da mostrare in televisione… (sorride)

Luca Franchini + Michele Posa_DMAX_collaborazione ventennale
Luca Franchini + Michele Posa_DMAX_collaborazione ventennale

Hai per caso un Godzilla tatuato su di te? Intendo: per far fede al tuo famoso soprannome…
La risposta è no. Non ho nessun Godzilla e – devo dirti la verità – non sono né un esperto della cinematografia che lo riguarda, né un fan del grande lucertolone giapponese. Questo nickname mi è stato affibbiato dal mio partner in crime, Michele Posa, dopo qualche anno che lavoravamo già assieme. Michele diceva che nel vedermi incedere con i miei 150 chili (e più) dell’epoca, beh, assomigliavo al vero Godzilla! Da quel momento quel soprannome mi ha sempre accompagnato e ci sono molto affezionato.

Luca Godzilla Franchini
Luca Godzilla Franchini

Il fatto che tu abbia i quattro semi delle carte tatuate su di un lato del collo sottintende che prendi da sempre la vita come una sorta di azzardo? Oppure è solo amore per i tatuaggi Traditional?
La prima che hai detto! La mia vita è sempre stata una scommessa, una sorta di “All In”. (sorride) Non per nulla, ad accompagnare i quattro semi delle carte, c’è la palla numero 8. La famosa “Eight Ball” che ha un significato molto preciso: all or nothing. Tutto o niente.

Sai, non mi piacciono i toni grigi. Per me nella vita o è bianco o è nero.

Quella dicotomia “Love/Hate” che hai tatuata sulle nocche è solo un tributo alla old school del tatuaggio oppure, per te, l’esistenza è davvero un concentrato di odio ed amore?
Quelle due scritte, “Love/Hate”, hanno un riferimento ben preciso e riguardano il mio tumultuoso rapporto con l’Universo Femminile. Sai, nella vita ho sempre fatto una certa fatica a gestire il rapporto con le donne…

Luca Godzilla Franchini
Luca Godzilla Franchini

Vai avanti.
Beh, ho amato e sono stato bene, ma ho anche sofferto parecchio. Senza rimpianti ovviamente perché – lo ribadisco – la vita va sempre vissuta per intero. Senza pensare a quello che poteva essere e non è stato o viceversa. Nessun rimpianto. Ogni storia d’amore che finisce ti lascia dei ricordi straordinari, ma anche delle ferite che magari non si rimargineranno più. E io ho voluto imprimerle sulla mia pelle, forse come un promemoria da non dimenticare mai.

Quel lettering “Living is easy with eyes closed” che hai sul tuo braccio destro è per caso una citazione dei Beatles?
Sì, proviene dalla loro famosissima canzone “Strawberry Field Forever” e direi che la traduzione parla tranquillamente da sé. Nel senso che è più “facile vivere con gli occhi chiusi”.

Talvolta è necessario rifugiarsi nelle cose belle, nei sogni e nelle aspettative piuttosto che fare i conti con l’amara realtà.

Anche questo tatuaggio nasce da una particolare sensazione che ho provato in un determinato momento della mia vita, come la situazione che ti ho descritto prima riguardo la scritta “Love/Hate”.

Michele Posa + Luca Franchini
Michele Posa + Luca Franchini

Sbaglio o sul braccio sinistro ti sei fatto tatuare un codice a barre?
Non sbagli affatto: quello è uno dei primi tatuaggi che ho realizzato su di me. Sai, in quel periodo ero come ossessionato dalla mia data di nascita. E in tale occasione decisi di farmi fare un codice a barre con l’indicazione esatta del giorno, mese e anno in cui sono nato.

Chi ti ha realizzato quella coppia gemella di teschi messicani che sfoggi sulle tue mani?
Quei teschi – che rappresentano l’uomo e la donna – sono stati realizzati sempre da Fabrizio Penengo (IG: @fabritattoomilano) di “Colors Tattoo Milano” che, tra l’altro, è anche autore della maggioranza dei miei tatuaggi.

Luca Godzilla Franchini
Luca Godzilla Franchini

Altri nomi in tal senso?
Emanuele Peren (IG: @emanueleperentattoo), autore dei pezzi sul mio collo e Jessica Faraone (alias Revy Nove): entrambi all’epoca lavoravano sempre da “Colors Tattoo Milano”. Poi ho dei pezzi creati da Massimiliano Gundam (IG: @gundammassimiliano) e Mirko D’Attilia. Uno solo dei miei tanti tattoo è invece totalmente made in USA. Si tratta di uno skyline di New York che mi sono regalato proprio nella Grande Mela il 10 Settembre del 2015. Ovvero quando ho compiuto 50 anni. L’ho fatto da “Sacred Tattoo” che è uno studio al confine tra Soho, Chinatown e Tribeca.

Wrestling, Harley Davidson, tattoo art, belle figliole in bikini (quelle che posti spesso sulla tua pagina Facebook): ci stiamo forse dimenticando qualcosa nella classifica dei piaceri della tua vita?
Wrestling, donne e motori. E tatuaggi, certo. What else? Beh, dai anche il cibo! E direi che si vede eccome che mi piace mangiare, no? (ride)

Ultima domanda: ti è tornata la voglia di scrivere qualcosa dopo i libri con Michele Posa “100 anni di Wrestling” (2006) e “Intorno al ring” (2015)? Rivedremo, magari già nel 2021, Luca Franchini in libreria?
Onestamente, in tema wrestling, al momento non ho nulla in ballo. Però mai dire mai! Al massimo mi piacerebbe scrivere un libro sui miei viaggi in Harley. Sai, ho una pagina Facebook e un canale Youtube (chiamati entrambi “MotoGodz”) dove posto resoconti e video delle mie varie avventure in moto. In particolare mi piacerebbe approfondire una bellissima esperienza che ho fatto nel 2017 quando in solitaria ho percorso quasi 3500 chilometri nel cuore degli USA, viaggiando tra New Mexico, Arizona, Utah, Colorado e Texas sulle tracce della mitica Route 66. Chissà che prima o poi non proceda sul serio in tal senso…

Ritrovate la verve di Luca Franchini – in compagnia del collega Michele Posa – su DMAX canale 52 ogni lunedì e martedì alle 23:15 con due ore di “Raw” e “SmackDown” (in replica sabato e domenica alle 10:30). Sempre il sabato, alle 12:30, va in onda “WWE NXT” (in replica domenica alle 9:30). Sulla nuova piattaforma streaming Discovery +, invece, troverete ogni lunedì e venerdì notte i live (in contemporanea con gli Stati Uniti) “Monday Night Raw®” e “Friday Night SmackDown®”. Infine, sempre su Discovery +, il programma “WWE NXT” on demand ogni giovedì mattina.





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